Dedicato a tutti
coloro che lottano per delle guerre perse e a tutti coloro che sanno che
“...in tempo di pace
un guerriero lotta contro se stesso...”
- MAB, 26 maggio
2001 -
Questo CD è il frutto di una sofferta decisione, ed è il
primo nostro lavoro fatto a regola d’arte, in studio di registrazione e senza
aiuti da nessuna etichetta.
Non vogliamo peccare di arroganza, ma questo è il frutto di
moltissimi anni di lavoro ed è il nostro trampolino.
Se questo CD non sarà apprezzato da chi ci ascolta, sarà l’ultima
cosa che incideremo.
E questo perché le spese che abbiamo affrontato e i disagi legati
all’autoproduzione sono notevoli e forse siamo un po’ stanchi di sbatterci per
portare avanti un ideale ormai morente se consideriamo le cose che fanno gli
altri gruppi vicini al nostro genere.
Quindi, siamo orgogliosi di proporvi questo nostro lavoro, e
soprattutto di proporvelo a testa alta visto che per farlo non siamo dovuti
scendere a nessun compromesso, fedeli non solo al nostro genere ma anche ai
nostri ideali.
Il titolo del CD, infatti, non è casuale.
Non solo vogliamo denunciare le varie guerre passate e presenti
(vedi ex Jugoslavia o crisi in Medio Oriente ecc. ecc.) e le nuove guerre,
quelle sul razzismo sempre più crescente in Italia, alle guerre tra poveri che
gente normale attua contro i clandestini che lavorano qui da noi, alle guerre
perse in partenza che noi facciamo per sensibilizzare la gente sui problemi
della vivisezione e dei diritti degli animali (e Max è il più impegnato) e sui
problemi di sopravvivenza dei popoli tribali e delle loro terre (ed Esther è la
più impegnata), ma è anche un motivo personale.
Le nostre vite sono una guerra infinita, i MAB per continuare a
fare quello in cui credono sono sempre andati incontro a guerre più o meno
sopportabili, è difficile, a volte impossibile portare avanti un discorso come
il nostro (decisamente impegnato), molto spesso non siamo capiti e più spesso
veniamo giudicati male e trattati da povero gruppetto senza speranza.
Ma non ci interessa, noi siamo fedeli a chi crede in noi e a noi
stessi, anche se questo comporta essere sempre in guerra.